riunioni online

Invitiamo tutti coloro che visitano il nostro sito, a commentare il testo da noi proposto in questa pagina. Si potrà inoltre  partecipare alle riunioni che si svolgono ogni mercoledì dalle ore 18.00 alle ore 19.00 attraverso il numero WhatsApp 3280165396. Attiveremo una video chiamata dove si potrà intervenire in diretta. Il tutto dal 6 Marzo p.v.

Selezioniamo, come argomenti delle nostre riunioni, non solo dai testi di Attilio Mordini ma anche da coloro che dell’uso della parola hanno fatto uno strumento efficace.

Lo scopo dei brani scelti che proponiamo per le riunioni, è quello di evidenziare i principi eterni sui quali determinare le azioni della nostra vita. Diciamo le azioni della nostra vita, perché sono le opere che fruttano per la vita naturale e spirituale. Sono i principi eterni che hanno la massima importanza, che devono essere al vertice dei nostri pensieri e quindi delle nostre azioni.

“La fede senza le opere è morta”  “… principi, principi!.. il cristianesimo integrale nell’assoluta pienezza della sua verità” 

“LIBERARE LA CHIESA DI CRISTO ED I SUOI MINISTRI DAI PARASSITI CHE LA INFESTANO”



Il precetto di liberare la Chiesa e i suoi ministri ci ricorda il gesto di Gesù che scaccia i mercanti dal Tempio affinché la Sua casa sia casa di orazione. E con la cacciata dei mercanti dal Tempio si apre appunto la vita pubblica di Gesù secondo il Quarto Vangelo, che è il Vangelo prediletto dai mistici e dai cavalieri. Infatti, se ogni essere ha da conseguire la propria libertà nella misura che realizza veramente se stesso, il Tempio, e quindi la Chiesa, può dirsi libera quando veramente è casa di orazione e, perciò stesso, di contemplazione della verità; la Chiesa è veramente libera quando i trafficanti e i malfattori, che Le si appiccicano come la cispa agli occhi, sono allontanati, e la Sua chiara vista, può volgersi a Dio.”

     
Tutti ricordano le splendide immagini della Chiesa universale riunita nel Concilio Vaticano II. L’intento dei Padri conciliari era quello di tradurre, con un linguaggio più comprensibile ai tempi attuali, le verità del
depositum fidei. Ma questo a differenza dell’intenzione del Concilio, è stato recepito come una banalizzazione di dette verità, anche perché, passare dal linguaggio dogmatico, preciso nelle sue enunciazioni al linguaggio corrente è sempre una diminuzione, in quanto l’enunciazione dogmatica deve essere tramandata inalterata, mentre il linguaggio parlato è in continuo cambiamento. Il Concilio non ha mai dichiarato che il depositum fidei, fino allora trasmesso incorrotto da uomo a uomo e di generazione in generazione, attraverso i riti, fosse ormai superato. È stata l’interpretazione che ne è stata data a corrompere lo spirito del Concilio. Così decine e decine di migliaia di religiosi si sono ridotti allo stato laicale, come si dice buttando alle ortiche i loro abiti. Forse è mancato un documento ufficiale che ne avesse chiarito la giusta interpretazione. Certo è che da quegli anni si sono operati abusi liturgici e dottrinali a non finire e che tutt’ora esistono. La sensazione è che si volesse portare la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica verso una deriva protestante. Ciò comporta il non riconoscimento della presenza reale di N.S.G.C. nell’Eucarestia, il disconoscimento della Chiesa cattolica come unico mezzo per la salvezza; inoltre per la fede basta la libera interpretazione della sola scrittura senza la Tradizione. Noi con il sacramento della cresima siamo divenuti “Miles Christi”, e quindi difensori della Chiesa santa di Dio contro coloro che corrompono la sua veste inconsuntile. Chi sono i parassiti nella Chiesa? Sono coloro che essendo nella Chiesa, vogliono con le loro idee, alterare il senso della dottrina e dei riti, ciò comporta la corruzione del significato delle verità di fede, trasmesse ai fedeli, frutto degli abusi liturgici e dottrinali come detto precedentemente; verso costoro dobbiamo agire. Per far ciò abbiamo due armi: il santo segno della croce, contro i nemici invisibili e la parola contro i nemici visibili (taglia più la lingua che la spada).
Invochiamo la Vergine bella come un esercito schierato in battaglia che ci assista in questa nostra milizia.

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